La procedura seguente descrive le singole fasi della convalida di un processo di sterilizzazione in conformità alle norme vigenti.
Convalida
Nella produzione e nella sterilizzazione di dispositivi medici destinati alla cura dei pazienti, la normativa prescrive l’impiego di procedure adeguate e convalidate. Anche i prodotti farmaceutici sterili e i prodotti per uso medico devono essere prodotti mediante procedure validabili[1].
Poiché l’efficacia della sterilizzazione non può essere verificata in modo non distruttivo sul singolo prodotto e un controllo potrebbe contaminare nuovamente il prodotto, una sterilizzazione affidabile è possibile solo mediante l’impiego di procedure confermate teoricamente e sperimentalmente.
La responsabilità della validazione periodica di questi processi di sterilizzazione spetta al gestore.
Il produttore può fornire supporto in questo ambito grazie a competenze specialistiche approfondite e alle più moderne tecniche di misurazione, ad esempio per la validazione secondo la norma EN 554.
Convalida nella produzione e nella sterilizzazione dei dispositivi medici – EN 554
Per convalida si intende una procedura documentata volta a determinare, registrare e valutare i risultati necessari per dimostrare che un processo è costantemente conforme alle specifiche stabilite.
La convalida si articola in due componenti essenziali:
1. Messa in servizio
In questa fase si dimostra e si documenta che l’apparecchio di sterilizzazione è stato acquistato, installato e messo in funzione secondo le specifiche tecniche. Occorre inoltre garantire che funzioni in modo affidabile entro i parametri definiti, a condizione che l’utilizzo avvenga secondo le istruzioni per l’uso.
La messa in servizio comprende quindi l’identificazione dell’apparecchio, il suo collaudo tecnico, nonché la verifica dei mezzi di esercizio utilizzati e delle condizioni ambientali.
2. Valutazione delle prestazioni
In questa fase viene dimostrato e documentato che l’apparecchio di sterilizzazione precedentemente preparato produce prodotti sterili quando viene applicata la procedura stabilita.
La valutazione delle prestazioni comprende:
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la calibrazione degli strumenti di prova utilizzati,
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una prova di vuoto,
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prove termoelettriche per tutte le configurazioni dell’apparecchio e tutti i programmi di sterilizzazione da convalidare,
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la valutazione dei risultati delle misurazioni, nonché prove di asciugatura e controlli visivi,
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e, se necessario, un controllo microbiologico con bioindicatori.
Procedura di convalida
Preparazione
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Regolazione delle termocoppie nel forno di taratura
Preparazione degli ordini
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Verifica della completezza della documentazione
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Se necessario: esecuzione dei lavori di manutenzione, delle calibrazioni o dei corsi di formazione richiesti
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Controllo delle condizioni ambientali in loco
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Verifica delle attrezzature, ad es.:
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Alimentazione elettrica
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Acqua di linea e di alimentazione secondo la norma EN 285
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Alimentazione ad aria compressa (se pertinente)
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Accessori quali stampante per lotti, kit di test Bowie&Dick, eventualmente test Helix
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Regolazione delle sonde di temperatura
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Regolazione dei sensori di pressione
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Esecuzione di una prova di vuoto
Prova di prestazione con carico standardizzato
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Prova di vuoto ripetuta
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Prova di sfiato e permeabilità al vapore (prova di Bowie&Dick, eventualmente prova Helix)
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Misurazione della distribuzione della temperatura nella camera vuota
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Verifica delle prestazioni di sterilizzazione a carico parziale
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Verifica delle prestazioni di sterilizzazione e asciugatura a carico completo (ad es. tessuti)
Valutazione delle prestazioni delle configurazioni da testare (carichi rappresentativi)
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Definizione delle procedure operative prima e dopo la sterilizzazione da parte del gestore
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Definizione delle configurazioni da testare (materiale da sterilizzare, imballaggi, schemi di carico) e dei relativi programmi di sterilizzazione
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Esecuzione delle prove di sterilizzazione con le configurazioni definite (ripetute tre volte ciascuna)
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Ricalibrazione delle termocoppie nel forno di calibrazione
[1] MPBetreibV, §4 (2): La ricondizionamento dei dispositivi medici destinati all’uso in condizioni di bassa carica batterica o sterili deve essere effettuato, tenendo conto delle indicazioni del fabbricante, con procedure adeguate e convalidate, in modo tale da garantire in modo tracciabile l’efficacia di tali procedure e da non mettere a rischio la sicurezza e la salute dei pazienti, degli operatori o di terzi. Ciò vale anche per i dispositivi medici che vengono disinfettati o sterilizzati prima del primo utilizzo.
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